mente, pensiero, Vita

Talmente dentro che…

Oggi ho avuto tempo per fermarmi, per parlare con il mare.

E così mi sono reso conto di quanto sono cambiato, un cambiamento non voluto.

Un cambiamento che non ho scelto, ma che mi sto rendendo conto… È costante ogni giorno di più.

E la causa sono le sue parole e solo oggi me ne sono reso conto.

Si passerà mi dico, ma dentro di me so che non passerà mai, starà sempre la pronto come un lupo pronto a mordere…

E quando ci troveremo cosa succederà…

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racconto, Vita

Viaggio

Si afferma sempre che l’importante è il viaggio e non la meta.

Fino a ieri non lo avevo capito.

Ieri ho fatto un viaggio verso casa ma il vero viaggio lo fatto dentro me e non sono ancora arrivato.

È stato in viaggio con le lacrime agli occhi, è stato un viaggio con segnali sempre più chiari.

È stato un viaggio che ora mi ha lasciato in un deserto.

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mente, pensiero, ridere, Vita

Fine giornata

Sono in Francia da un po’ e tra poco finirò e tornerò in Italia.

Il solito lavoro, i soliti imprevisti, i soliti giramenti.

Con qualche aggiunta di stupidità in più.

Qualcosa è cambiato, evito le nuove amicizie soprattutto femminili, ed è grave ma va bene così. Lei c’è ancora.

E cigliegina sulla torta stasera un mio collega ne esce con

Che disastro Z******

Gli ho detto che quando torno lo picchio.

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avventura, racconto

Capitolo 8

Mentre era in treno nik stava ripensando alla giornata, il piano si era messo in moto, aveva dovuto rivelarsi ai mercenari per avere la loro fiducia, ma contava che il russo non avrebbe aperto bocca.
Il viaggio in treno fu piacevole, arrivato e sbrigato le formalita’ Nik si concesse il meritato riposo, di solito negli ultimi anni quando lavorava fuori non dormiva mai bene, ma quella notte dormì’ un sonno profondo.
la mattina si svegliò presto, scese fece una passeggiata nei dintorni dell’hotel, sali in camera e fece colazione.
il taxi arrivò’ puntuale alle 8 e 30, condusse Nik alla banca, dove dopo un ora uscì con la carta e tutti i codici necessari, per fare pagamenti anonimi in tutto il mondo.
Era in perfetto orario, prese il treno, che lo porto’ sempre più’ a nord e non verso casa.
Quando dopo molte ore di viaggio scese, il piccolo paese non era cambiato, si diresse verso la piazza principale, e lì trovo’ la chiesa.
Di recente, avevano fatto lavori, pitturata di nuovo, il convento era lì a fianco.
Nik entrò nel chiostro esterno li trovò un frate intento nella preghiera, si sedette e attese che il religioso finisse.
“posso esserle utile ?” chiese il fratello con la lingua del luogo
“cercavo il custode del convento?” rispose Nik
“posso chiederle chi è e perchè lo vuole vedere?” chiese il religioso con sguardo interrogativo “il nostro custode è un uomo molto riservato e non riceve mai visite”
“puoi dire al custode che sono un vecchio amico, gli dica che Nik è qui”
“mi aspetti qui”
il frate entrò in una piccola porta e scomparve, Nik si sedette in un angolo del chiostro, chiuse gli occhi, era una bella giornata di sole e sebbene il vento freddo, si stava bene fuori, non sembrava nemmeno di essere nel nord europa.
“la prego mi segua” la voce del frate lo riportò alla realtà
NIk si alzò e seguì il frate, dentro nel convento, passarono il chiostro interno e dopo una serie di porte e corridoi si trovarono all’esterno vicino alle vigne, lì era la casa del custode.
“grazie fratello” disse Nik e si incamminò verso la casa.
appena entrato un uomo era intento a lavorare in cucina, Nik appoggiò la valigia e si sedette a tavola senza nemmeno parlare. Apri la valigia ed estrasse una bottiglia di whisky invecchiato di una particolare marca scozzese ed attese.
l’uomo si voltò, mise in tavola una teiera e una tazza, poi prese un bicchiere, si sedette.
NIk apri la bottiglia e versò il contenuto nel bicchiere, mentre l’uomo versò il tè nella tazza.
l’uomo offri la tazza a Nik e Nik offri il bicchiere all’uomo.
entrambi sorseggiavano le rispettive bevande. In quella stanza c’era un silenzio irreale forse adatto al luogo sacro.
“un amico?” disse l’uomo
“potevo dire altro?”
“quanti anni sono passati?”
“ha importanza? io non li conto più”
l’uomo alzò il bicchiere e lo buttò tutto giù e nik subito lo riempì
“pensi di farmi ubriacare?”
“pensò di parlare con te perchè forse mi servirà il tuo aiuto”
Nik prese la tazza in mano e continuò a bere fissando l’uomo. Un pò era cambiato come lui, erano entrambi fuori forma ma non era una difficoltà
“tu parla. io ascolto. poi decido”
“ho avuto un incarico di eliminare due ragazzi, ho una squadra di supporto e un’infiltrata, ma le cose potrebbero complicarsi, c’è un altro giocatore al tavolo che vuole eliminare i ragazzi e inoltre sono arrivati a me attraverso lei.” Nik appoggiò la tazza ormai vuota e l’uomo tornò a riempirla velocemente
“Lei quella lei?” chiese l’uomo tracannando un altro bicchiere” Di nuovo lei?”
“lo scoperto per caso, su un vecchio giornale, c’erano i miei due clienti e lei”
“lei è solo guai, lei è la tua kryptonite, lei è la cicatrice che hai al fianco del cuore!” disse l’uomo alzando la voce “ hai una nuova vita, una moglie, figli, perchè ti sei messo in questo casino, sapendo che c’era lei!”
“non lo sapevo all’inizio e poi credo di essere l’uomo giusto al posto giusto ma avrò bisogno di te!” Nik spiegò il suo piano completo all’uomo che aveva smesso di bere dal bicchiere ma stava bevendo direttamente dalla bottiglia.
“però e io in tutto questo casino cosa dovrei fare?”
“quello che ti viene meglio uccidere” disse NIk “ fatti assumere da chi vuole i ragazzi morti definitivamente e uccidili”
l’uomo si alzò, guardò fuori dalla finestra, l’inverno era alle porte, ed era il periodo dell’anno che lui odiava di più.
“per quanto tempo?”
“tre mesi credo”
l’uomo rise di gusto “100 giorni? non dirmi che leggi ancora quel libro?”
Nik estrasse il libro dalla tasca, e lo diede all’uomo
“al mio amico NIk, firmato Max, te l’ho regalato tanti anni fa, credevo lo avessi buttato dopo che ti ho sparato”
“quello che è stato è stato Max, tu hai dovuto farlo e poi io sono ancora qui!”
“ti manca mai quella vita?”
Nik si alzò e fisso il cielo
“ tutti i giorni, ma evito di pensarci.”
“ci sarò dammi una settimana per sistemare le mie cose qui e sarò da te, come hai vecchi tempi il demone dagli occhi azzurri e il monaco?”
“si” i due uomini si diedero la mano.
nik prese le sue cose e se ne andò stavolta verso casa. Voleva godersi il weekend in tranquillità

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